vietate le mutande personalizzate e gioielli sulla pelle

D’ora in avanti per i piloti di F1 diveto di usare la normale biancheria intima (dovrà essere ignifuga), perché mangia oggetti metallici a contatto con la pelle. La ragione? Ridurre il rischio di ustioni e facilitare i soccorrere in caso di incidenti

luigi perna

– Milano

Addio en F1 alle classiche mutande, magari firmate. Lewis Hamilton ei suoi colleghi farrsene una ragione. Durante il GP di Miami, la FIA ​​​​ha imposto severi controlli sulla sicurezza dei piloti, che indossano “guanti, intimi calze internazionali, sottocasco, scarpe omologate secondo gli standard richiesti dalla Federazione e resistenti al fioco” . Non saranno ammesse eccezioni nemmeno per più scaramanti, come Antonio Giovinazzi, che quando corre in F1 raccontò di uso sempre le stesse mutande alle gare, un paio per il venerdì, uno per il sabato e uno per la domenica. L’unica deroga sarà concessa da “giustificate mediche”, ma in tal caso e piloti indossare così, indossare il cambio di ordinanza, chiamiamole così, al di sopra delle proprie proprietà, che “l’uso di indumenti di materiale sintetico non sarà autorizzato a contatto con la pelle.

scetticismo in f1

Il nuovo arrivato è stata accolta dai piloti con scetticismo, sarrisini maliziosi e qualche battuta pungente quando i commissari l’hanno annunciano il primo ritorno in occasione del meeting che ha preceduto il GP d’Australia. Ma, d’ora in poi, sarà legge. Che piaccia o no. Privandomi del momento indimenticabili come quello che ha regalato Davide Valsecchi nel 2013, quando era pilota della Lotus e se è tornato a Dover per sostituire all’improvviso Kimi Raikkonen nel test di Barcellona, ​​per indigestione (versione ufficiale.. .) del finlandese. Il comasco confessò candidamente: “Non avevo portato en pista i boxer stretti, quelli che avevo mi davano fastidio, così ho guidato senza…”.

f1 e sicurezza

Ma se quelli della Fia sono diventati di colpo così ultraortodossi da invadere persino la sfera privata dei piloti c’è un motivo preciso. Il provvedimento, stabilito dall’articolo 31.1 del regolamento sportivo, serve per ridurre il rischio di gravità ustioni in caso di incendio della vettura, tema di attualità nel 2020 a causa dell’incidente in Bahrain in cui è stata coinvolta la Haas di Romain Grosjean, andata in fiamme nell’urto contro un guardrail. Il pilota francese scampò al rogo, ma se l’hai usato seriamente e caviglie, episodio che ha risolto l’attenzione attorno al problema. Da anni non si vedeva più il fuoco in F1, grazie a tutta la progettazione di monoposto sempre più solido, e il pericolo di assistere a drammi como que lo vissuto da Niki Lauda al Nurburgring nel 1976 seminato definitivamente scongiurato. Invece è suonato di nuovo un bell d’allarme.

vietati gioielli in f1

Nel mirino non sono finite solo… mutande lui. Da questa gara, infatti, ai piloti sarà vietato anche indossare collane, gioielli e oggetti metallici di qualsiasi tipo sotto tuta e casco. Banditi anche anelli e piercing. Che i giudici abbiano pensato alle vestite catene d’oro in stile rapper sfoggiate di sovente da Hamilton nel paddock? Il contatto del metallo con la pelle aumenta il rischio di ustioni, a causa della conduzione del calore, e la presenza di collane o altri gioielli “può ritardare l’intervento del medico e la diagnosi o eventuale trattamento della tariffa di seguito , oltre a creare un impedimento alla rimozione dello scafo e delle altre dotazioni tecniche in caso di incidente”. Chissà se Sebastian Vettel potrebbe avere la medaglietta di San Cistoforo che portava sempre nella sua scarpa destra. Nel documento, firmato dal direttore della Gara Niels Wittich, sono stato anche annunciato a sorpresa. Perché ho pilotato un tempo confessavano di fare la pipì durante inside l’abitacolo, quando scappava la gara, sarebbe molto imbarazzante…



Add Comment