Schwoch: “Ceduto al Toro mentre ero in RAI: ​​​​litigai subito per una frase. Corbelli e Ferlaino mi tradirono, ecco tutta la verità”

Cosa sarebbe rimasto nel successore di Stefan Schwoch Napoli? Dopo oltre 20 anni il dubbio resta soprattutto nello zoccolo duro del tifo napoletano che ancora oggi ricorda con affetto l’attaccante che, con i suoi gol, portato il club in serie A nella stagione 1999/2000 quando sulla panchina c’era seduto Walter Novellino . La clamorosa aggiunta alla fine dell’anno è ancora oggi una ferita nel cuore di Stefano (E’ andato al Torino) ce l’ha esclusivo raccontato ai nostri microfoni come avvenne quel cosiddetto fulmine ciel sereno.

Stefan Schwoch

Trattativa Napoli Torino: intervista Schwoch al CalcioNapoli24

Come è nata l’idea del Napoli?

“Ero una richiesta da parte degli azzurri, mi chiamò nella sede di Zamparini per dirmi que mi estavano vendo. No ero mai lontano così lontano da casa ma l’idea Napoli mi stuzzicava. Così fecero tutto le società nei dettagli. Quando Grillo se ne andò, all’epoca direttore sportivo del club partenopeo, ho un attimo per firmare la tua lettera. Così il 30 dicembre scesi a Napoli”.

Come ha reagito la sua famiglia a questo transfert visto che non si è cancellato mai stati al Sud?

“C’era il dispiacere di lasciare la serie A che mi ha conquistato con così tanto sacrificio anni. Al contempo serve però la consapevolezza di andare in una città importante. La mia famiglia inizialmente non voleva discendere a Napoli, ma per me dress quella maglia e quella realtà rappresentava qualcosa di unico. Non so quante volte mi sarebbe più ricapitato in carrier di giocare in uno stadio come il San Paolo. Tanto è vero che dissi ai miei familiari: “Io vado lì, poi vediamo”. Ricordo come fosse ieri che partimmo dal Nord la mattina de 31 decembre, faceva un freddo assurdo. Poco dopo mi ritrovai in terrazza, a maniche corte, a Napoli a pranzare all’hotel Continental. Una roba incredibile (ride ndr)”.

Al di là del clima, cosa ti colpì della città?

“My colpì la bellezza della città, l’affetto e la passione della gente per strada. Poi il fatto di potermi riempire il Centro Paradiso dov’era stato Diego è stata un’emozione quotidiana perché mi è venuto in mente il vissuto da sportivo quell’epoca Tra l’altro nell’anno e mezzo di Napoli, mi dieero como estanza proprio quella de Maradona. Ti lascio immagina cosa provavo ogni volta che entravo. Non vedevo l’ora di giocare con la maglia del Napoli”.

Vi ricordate che ha toccato la sua Carrera e Siviglia in quel Napoli-Atalanta dove ci sono i dati per l’assist vincente di Stellone?

“Era l’unico punto dove potevo usarlo con la palla. Era la prima idea che avevo in mente, per fortuna ero bravo. Anzi, sono stato bravo perché ho segnato un gol contro lo Stellone. Quando si è trattato del gesto tecnico , era importante in termini di Non era un bel numero essere lo stesso, portava qualcosa di concreto per la squadra”.

Ho detto Pistoiese-Napoli cosa mia rispondi?

“Tanta gioia all’inizio ma poi così tanto paura perché il timore si potrebbe sospendere la gara por quella invasione del campo. Devo fare i complementi all’arbitro Cesari perché ha mostrato personalità e calma nel saper gestire una situazione complicata assai praticamente fummo invasi e denudati dai tifosi che non vedevano l’ora di festeggiare. L’arbitro fu coraggioso nell’inviare il fuori quella carovana di persona che portava la gara a finire. Alla finale fischio non capimmo più niente”.

La promozione arriva in A, allora era il duo Ferlaino-Corbelli. E’ vero che ti dissero che saresti rimasto salvo ritrovarti poi ceduto dopo pochi giorni?

“Avevo ancora un ano di contratto però mi sembrava non strano mi pajasero ancora proposto il rinnovo perché avevo fatto davvero bene. Loro però mi garantirono che non mi ceduto. Passati settant’anni, torno a casa, quando mio chiama il mio procuratore dicendomi che ieri sera mi sono venduto al Torino.Con il sinno di poi, ho pensato che avrei avuto bisogno del Napoli se avessi offerto un’offerta di 11 milliardi per un 31esimo anno, che mi seconda dietrofront nella mia posizione.

Qual è stata la tua reazione alla notizia che ho visto a Napoli?

“Ho pensato a un concerto del mio avvocato perché la mia famiglia aveva un’atmosfera molto buona e non avevamo le nostre idee sul camminare. Quando il mio agente non si è fatto vivo, ho avuto un enorme dispiacere. Stavo camminando in una trasmissione in RAI ma l’amarezza di lasciare Napoli mi invase del tutto. Per mi inndole no sono mai estato one that has messo il baton tra le ruote in ogni società dove sono estato. Anche con Napoli presi atto della cosa, è stato un grande dolore ma capii che alla fine si pensa di venderti è perché non ti ritiene più importante. Alla fine scelsi di togliere il disturbo”.

Ti sei sentito tradito da qualcuno in questa storia?

“Sicuramente dalla società. Con la passare degli anni però ho capito ache certe dinamiche di mercato avendo fatto ache il leader. Sono cose che possono succedere”

Vai al Torino e subito vieni critico per questa frase: “Il mio cuore e la mia testa sono ancora a Napoli. A Torino ci sono con il corpo, e forse neanche del tutto”. Eri ancora napoletano a tutti gli effetti…

“Al Torino ho vinto, ma ho sempre detto che mio cuore era lì. Quella frase ha creato molti problemi alla società e al presidente di Granata. Dopo ho spiegato e soprattutto risposto sul campo con i goal dando tutto da professionista a quel maglia gloriosa”

Leggendo le cronache di quei tempi c’è questa tua frase: “Pur di tornare a Napoli, sarei disposto a rinunciare anche a mezzo miliardo di ingaggio”. La conferma oppure è una fake news?

“Lo confermo, dato che avevo fatto il tutto esaurito, la cosa era fatta. Ho dovuto rinunciare a un numero importante che offrivo a Torino perché la speranza era minima per via della motivazione che avevo per la prima volta”

Poteva esserci uno Schwoch bis al Napoli quando andò al Vicenza

“Assolutamente sì. Anzi, dirò che ho stretto un accordo con la società Azzurra. Il Vicenza aveva dati il ​​via libera alla mia cessione, aveva bisogno di monetizzare. No arrivai perché in quel momento c’era un grande familiare e non- potrei lasciare i miei figli troppo lontani.

PRENOTAZIONE RIPRODUZIONE

Add Comment