“Il rugby mi ha insegnato regole di vita, uso in politica”

Alessandro Gennari

il portiere Alessandro Gennari parlare al nostro microfono della sua militanza politica senza dall’età più giovane, prima nel Movimento 5 Stelle e poi nella Lega.

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Lei già ai tempi della scuola aveva iniziato a capire che il suo futuro era destinato ad essere in politica, giusto?

Sì, ho cominciato a capirlo quando mi sono confrontato con gli insegnati avanti anche dopo lezione. Ero curioso e motivato a incontrare tutto il tempo del mondo intorno a me.

A che ora ero attivamente coinvolto in politica. Ha vissuto una vita impegnata in questo senso, ma dà anche un punto di vista sportivo: non tutti sanno, infatti, che lei è stato un rugbista ad altissimi livelli…

Ho concluso la carriera in Serie A che è andata al Verona, sì. Questa è un’avventura che mi ha dato tanto valore, come il rispetto della regola e della compagnia. Mi ha ache fatto capire quali erano le cose que invece non mi piacevano e que volevo cambiare nella società in cui vivevo e vivo tuttora.

Come mai nel rugby risce a certa condotta ed esposizione si valorique invece in un’altra disciplina sportiva è a volte più difficile?

La magia nasce nel momento in cui accendo la palla in mano e capisci che vincerà la partita la devi passare al tuo compagno. Il rugby ti insegna a lavorare in squadra e pensare in ottica del gruppo e della comunità. Senza i miei tanti compagni belle avventure non lasciare mai arrivate. C’era una squadra e per vincere devi ti racconterà inevitabilmente i tuoi compagni.

Non molti sanno poi che c’è anche un Gennari attore, regista e cantante in una band…

La band, gli Almanera, ormai ha 15 anni, ma siamo ancora sulla scena, nonostante gli impegni di ciascuno di noi. Dall’altra parte ho sempre coltivato, sin dai tempi della scuola, la mia passione per il teatro e successivamente sono diventato regista. Un’affermazione che dirò ampiamente: l’azienda Einaudi-Galilei è infatti tra le più riconosciute e apprezzate a livello scolastico su scala nazionale.

Siamo arrivati ​​al politico Gennari. Se si è avvicinato prima alla 4^ Circoscrizione, nel 2012, perché entrerà in Amministrazione, l’anticamera nel 2017 e lì la sua candidatura a syndaco…

Ci devo sottolineare una cosa. Ogni mia scelta politica che intraprendo non è orientata all’idea di sostituire il mio lavoro vero con la politica. Sono una professione, totalmente dedita alla politica, ed è questo che mi dà mangiare a me e alla mia famiglia. Posso vivere senza politica, quindi. Allora però, quando mi accorgo di politica con il Movimento 5 Stelle, sono fatto perché ero convinto di poter dare un valore aggiunto e migliorare la qualità della vita del mio quartiere. Questa è la cosa che ho fatto ai fini del 2017, quando ero candidato ai papabili candidati sindaci. Dà solo ho poi raggiunto quasi il 10% del consenso.

Cosa condivideva del Movimento 5 Stelle e poi non ha più condiviso?

Rivolgo la domanda: cosa il Movimento 5 Stelle non ha condiviso con me? Sono d’accordo che con gli anni il movimento si giunto a raggiungere che hanno snaturato dalla sua origine. C’erano le grandi battaglie come quella sul TAV che poi è andata alla deriva a causa dell’impegno a cui Luigi Di Maio e il partito erano scesi. Quello che io non ho fatto è stato scendere a con il mio passato. Analizzando la mia attività politica, la mia proposta di comportarsi in opposizione le trovo approva in maggioranza. Io la chiamo coerenza lavoro, che secondo me premia un fatto in cinque anni e che invece non premierà il Movimento 5 Stelle.

Venendo al periodo con la Lega, in Amministrazione ha portato avanti alcune battaglie, alcune molto importanti, giusto?

Mi ha stupito il fatto che la Lega mi abbia chiesto di entrare. L’ho trovato un partito molto più inclusivo di quanto pensassi. Diversi anime infatti partecipano all’interno di questo partito. Sul tema culturale c’è una strada da percorrere: mi sono messo in prima posizione por portare avanti alcune iniziative. Lavorando alla messa a punto dell’intero sistema delle fondazioni lirico-sinfoniche, sono arrivato a una riforma nazionale definitiva che unisce il meglio della fondazione con il meglio che può offrire la gestione del fondo pubblico. Per quanto governa l’energia inesperta, traccerò una linea che divide se ha fatto qualcosa di efficace, e se invece predica e basta. Se oggi Verona è nella posizione di rilievo in cui si trova oggi, soprattutto per quanto riguarda le Comunità Energetiche, è grazie alle persone che si sono vermente battute per questi risultati. Verona ha la possibilità di ottenere grandi traguardi e anche grazie a qualcuno che si propone di portarmi. Nel 2017 il mio slogan era “Verona merita”, e pensavo così ancora adesso. Verona continua a meritare di più.

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