“Faccio stampato, se agissi da tifoso falliremmo! Ancelotti? Siamo strani a Napoli. His Mertens…”

Mentre lasciava l’ITIS Giordani di Caserta, agli studenti che gli chiedevano del futuro del presidente belga il azzurro ha risposto così.

“Un bellissimo palcoscenico lo decideremo”. Queste le ultime dichiarazioni di Aurelio De Laurentis, in merito al rinnovo del contratto di Dries Mertens, attualmente in scadenza a giugno. Mentre lasciava l’ITIS Giordani di Caserta, agli studenti che gli chiedevano del futuro del presidente belga il azzurro ha risposto così. Al termine di un dissidio in cui se tratterò molti argomenti, comincerò l’avventura del patron del circolo Partenopeo: “Il mio pensiero fisso è: come facto una tariffa stampata in modo diverso rispetto a quelli che mi hanno preceduto e in tanti anni hanno vinto solo due scudetti? Se Avesi seguito il mio istinto di tifoso, saremmo falliti ogni anno. Atteggiamento da padre padrone “Ma critica questa, mi vogliono accusare di mettere attenzione e passione nelle cose che mi riguardano”, le parole riportate da Calciomercato.it

Nell’incontro con i ragazzi dell’istituto, De Laurentiis ha poi parlato anche del trionfo di Carlo Ancelotti, il suo vecchio allenatore, nella semifinale di Champions League con il Manchester City: “Carlo Ancelotti è un pesce del Napoli. Noi napoletani siamo strani, più bravi a fare critica che autocritica. Ancelotti vince e lo sa fare bene, da allenatore di squadre di top player. Il Psg, no nostante i corposi fatti, no vince in Europa, i soldi non sono tutto, non c’è una relazione automatica tra givere e vincere. Salva il Chelsea che vale 6,5 miliardi di euro per non aver vinto molti scudetti”.

Un passaggio, poi, anche sulla super campionato: “Sono stati tra i prima a telefonare ad Andrea Agnelli per dirgli che stava sbagliando, dico no alla Superlega ma non credo neanche a questa Champions League, cui sono costretto a partecipare per ragioni di fatturato. Servire più rispetto ai campionati nazionali, per me sarebbe opportuno a livello internazionale fare un campionato europeo. Organizzerei due gironi di 25 squadre: dà parte delle prime cinque classificate delle cinque principali squadre europee, disputate dall’altra le venticinque squadre vincenti degli altri squadre. Sarebbero previsti poi degli incroci tra i due gironi”.

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