F1, in esclusiva con il CEO Domenicali: ‘Custodiamo il futuro senza rinnegare il passato’

Stefano Domenicali viene intervistato in esclusiva da Carlo Vanzini all’interno dello speciale “F1 New Era”. Nella chiacchierata il CEO della Formula 1 racconta le sfide della stagione 2022 e gli scenari del futuro: “La nostra credibilità passa dal sapersi presentare bene nel presente”. Il Mondiale è a Miami: tutto il weekend in diretta su Sky Sport F1, Sky Sport Uno e in streaming su NOW

MIAMI, LA CONFERENZA PILOTI IN LIVE STREAMING

un F1 costantemente proiettata a futurosostenibilitàai giovanni e lì mostrare. Ma senza rinnegare ciò che è stata. Dì tutto questo parla Stefano Domenicali, amministratore delegato di Formula 1intervista esclusiva con Carlos Vanzini all’interno dello speciale “F1 New Age”. Nato a Imola, Domenicali in questa città in un certo senso è grato anche a tutta la F1, dalla quale ora è al vertice con la regola dell’AD.

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Miami espira, che caschi! E Norris si super…

Ma in mezzo a tutto questo percorso cosa c’è stato?

“C’è stata tutta la mia vita, perché sono partito da Imola dove sono nato, dove sono cresciuto e ho studiato. Poi le vicende professionali mi hanno portato a lasciarla ma senza mai staccarmi da questa realtà. Perché come si sente dall’accento, il legame con questa terra è sempre molto forte”.

Sei partito da Imola con l’idea di fare cosa o di ventare chi?

“Come tanti giovani, alla fine dell’università ho imparato un viaggio di un certo tipo – questo almeno per quanto sapevo – sapevo qualcosa avrei potuto immaginare di fare. Entrerò in un’azienda per esercitare un ruolo manageriale, molto generico. Ho fatto sport sin da quando ero piccolo, ma non avrei mai potuto immaginare né di passare dalla Ferrari né da Lamborghini né dall’Audi por poi arrivare in F1 con questo ruolo. Però, il fatto di essere estato sempre in qualche modo collegato a questo mondo, è estato un qualcosa di particolare. E quando lo tengo allo specchio, dico che è capitato a me può capitare a tanti altri. E questo è un argomento che, quando trovo tanti giovani cerchi di trasmettere a chi non ha ancorato tanta esperienza e non ha ancorato un’idea precisa sul dove andare. La bellezza del mio viaggio è qualcosa che mi dà un lato che è ovviamente orgoglioso, ma dall’altro vuol mettere assieme la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto con la caparbietà, il coraggio di non mollare mai anche nei momenti difficili. E tutto questo può portare a fare cose che non avresti mai immaginato”.

Domenicali come Re Mida, nel tuo viaggio c’è stata una trasformazione in oro tutto ciò che è stato toccato…

“Troppo bravo… Questo è quello che conta per me perché sono vicino a dare energia a qualsiasi tipo di esperienza professionale, coinvolgendo la persona come squadra. E, soprattutto, è anche vicino al passato. In generale, il passato è una grande forza se hai l’eredità di tutto ciò che fai sempre con la volontà di andare avanti ed evolvere, per far muovere le cose intorno a te. È per questo che la F1 dice oggi se è aperta e per vivere un’esperienza non solo sportiva ma anche emotiva. E devo interpretare e linguaggi le modalità di comunicazione che divertono rispetto al passato. Deve rispettare i tradizionali tifosi o super appassionati, ma anche valorizzare i giovani che si stanno avvicinando questo sport. Quelli che non conoscono i dettagli regolamentari ma sono affascinati da questo mondo. La capacità di imparare a parlare in modo diverso in un mondo diverso da una parte all’altra, con la realtà che sta crescendo in quanto è diversità da una parte all’altra. E questo è lo stimolo che ho vicino ad osare questo gruppo e devo dire che fortunatamente lo ha cucito stanno camminando nella giusta direzione. Non ho visto la mia prima risata, non ho detto una piccola risata, in un momento di grande intensità della sua crescita, nell’attenzione e nella volontà di essere coinvolti nella F1. Qualche settimana fa ero a Las Vegas per il lancio del GP (2023, ndr) e ci sono delle persone che hanno detto che la F1 è il meglio che c’è. E questo negli Stati Uniti, per un dato anno, se avesse messo in dubbio la sua possibilità di tornare a correre negli Usa. Poi la caparbietà dirò che quello è un mercato che si impara un mondo sta dando risultati. Per questo siamo molto contenuti”.

A mio avviso questa F1 ha tagliato nettamente i fili con il passato…

“Essere legati a ciò che è stato è fondamentale, rinnegalo sarebbe folle. Però diventa riduttivo penserò sempre sempre al passato. Quindi il fatto che adesso i giovani, i new piloti diano stimoli diversi è il segnale che dobbiamo ingaggiare sempre di più persone nuove che mi interessa la Formula 1 e che in alcune zone del mondo non sappiamo cosa ci sia successo. La Partita non è interessante per chi non la tiene. Interessato alle costruzioni ea tutte le squadre in F1. alla disperata’ guardiamo avanti con le benzina sostenibili’. L’eletrificazione è un percorso, ma non può essere l’unica soluzione”.

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Miami in delirio, perché ha accolto piloti e team

Attualmente possiamo dire che l’ibrido è la soluzione?

“Siamo qui e ho inventato per la prima volta l’ibrida nel 2014, un motore più efficiente. Chi siamo presenti in una logica di sviluppo nel futuro”. Poi vogliamo ovviamo essere presenti accerchiare per dare una dimensione e un valore al nostro sport. Perché è l’attenzione che è cresciuto ed è legato ai giovani que no sono solo dei grandissimi piloti, ma sono interessati ad altri aspetti e cercare di portare avanti temi come quello della diversità o sostenibilità. E cerchiamo di affrontarli senza dare un taglio politico, ma con una presenza fortissima che però non ci distoglie dal fatto che noi dobbiamo essere il più grande spettacolo sportivo e d’intrattenimento che al momento resta, credo, nel mondo”.

La F1 andrà a Miami, andrà a Las Vegas… e perché? Giusto per avvisare mia moglie…

“Innanzitutto permettimi di ringraziarti e ringraziarvi per il contributo che da alla cause della F1 nel mercato italiano. La competenza, l’entusiasmo, la capacità di essere la vostra novità è un tema importante. Grazie a tutti per aver creduto nel progetto F1”, dice Domenicali per un ulteriore riferimento alla modalità alla F1 raccontata da Sky. “E la F1 deve andare dove è possibile pensare di poter crescere – aggiunge -, con nuovi Paesi e nuovi circuiti nel rispetto delle tradizioni tradizionali. Non c’è ombra di dubbio su questo. Ma l’innovativo spinta che stiamo portando anche con i nuovi promotori deve essere view da quelli che vogliono definee ‘tradizionali’, quelli europei per parlare chiaramente, como una spinta per crescere ed evolutionre. Parlare anche qui di storia non è più abbastanza. Ed è questo il maggior valore che dà la volontà di espandersi se non fossimo presenti e che ci dà la possibilità di mantenere questa tensione evolutiva, mi limito a copiare le parole di Lorenzo Jovanotti… ma che crescerebbe per essere presenti in maniera forte in tutto il mondo”.

Il circuito



Un po’ di Baku e un po’ di Jeddah, perché è Miami

L’esperienza accumulata ha a che fare con la gestione di quello che sta succedendo in un mondo non facile

“Sì, so bene che questo ambiente è importante, come lo è nella prima fase di Liberty Media, c’è una persona come Chase Carey che ha svolto il lavoro di discontinuità che era necessario in quella fase. E quindi il mio percorso continua, in modo diverso, ma il fatto di conoscere tutti i meccanismi facilita il compito. La relazione e la conoscenza personale sono importanti. Il dialogo e il dialogo con tutti non è un elemento di ma di forza se lo gestire. E possiamo dire che in questo momento, non la tensione sportiva che è sempre forte, prove e meno prove, c’è un modo di lavorare con la rosa che finalmente è vivo in F1. Ovviamente quando sei sulla buona strada con la voglia di battersi, ma quando affronti i misstrategii ora this trovando una maturità che prima non vedevo. È un’altra fase di crescita”.

È possibile vedere la bacchetta magica per changee qualcosa subito in questa F1?

“Eravamo abituati a pensare alla macchina leggere, in F1 il rapporto peso potenza è sempre un fattore determinante. Ed è chiaro che oggi, tra ibridizzazione e sistemi di sicurezza, quello del peso è un soggetto che mi piacerebbe riuscissimo a gestire meglio per osare ai piloti una macchina più leggera. E ci vorrebbe una grande bacchetta magica…”.

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