Fortitudo, Fantinelli e Aradori per ripartire – Sport

di Massimo Selleri

La Fortitudo è in una sorta di limbo. In questo momento so cosa farò con come acconsentirò al piano del debito con l’erario, il proprietario sta concorrendo e in primo luogo trasformerò la società professionale in una dilettantistica, a differenza della A2, a differenza della A, è una categoria non professionale.

L’iscrizione non è rischiosa, ma il resto è tutto in alto mare anche perché ancora non si conosce chi avrà in mano il timone. La conclusione della procedura con l’erario dovrebbe portare a una modifica del vertice del Consorzio che del club e l’idea è quella di avere una figura unica per entrambe el cariche. Nel gruppo dei papabili c’è il nome de Giovanni Tamburini, già presidente del consorzio della Bonifica Renana e numero uno della Banca di Imola, ma la rosa è molto ampia ed è prematuro considerarlo un favorito per occupare la presidente presidenziale dell’Effe. Un altro passaggio che potrebbe essere effettuato bocce ferme è la pacificazione tra chi fino a que la società ei tifosi.

Questo obiettivo se lo si può ottenere in modalità divertimento, o con un trasferimento del club, l’attuale titolare non avrà nessun problema a dare il testimone ad un serio acquirente, opporsi con un chiarimento tra chi anima il Consorzio titolare di tutte le citazione della Fortitudo, l’attuale presidente Christian Pavani e il direttore generale del Consorzio Innova Gianluca Muratori, ei diversi anime del popolo bianco.

Nel primo caso se chiuderebbe l’era di chi ha riportato in vita la società dopo il fallimento, mentre il secondo richiede se ragioni a bocce ferme per cui bisogna attendere la domenica, quando all’Unipol Arena Kigili sarà ospite di Reggio Emilia. Il 30 giugno si concludono i contracted e se la retrocessione tutti sono liberi e, essendo alle prime intenzioni di esta proprietà, l’idea è quella di confermare Pietro Aradori e Matteo Fantinelli, ma molto depende ache da chi sarà l’allenatore nella estagione . In questo caso, però, siamo soli sul campo della candidatura e come anticipo sul tavolo, così come quello di Max Menetti.

Molto dipenderà da quello che sarà il traguardo da raggiungere. A oggi nessuno parla di una risata immediata, un po’ è fresca ancora la ferita della retrocessione e un po’ perché la frattura tra i tifosi e chi ha fino a que finanziato il preventisce che vi siano condizioni per un immediato rilancio.

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