FIORELLI. “PROSSIMO A BUTTARMI NELLA MISCHIA SENZA DALLA PRIMA TAPPA”

È vero che mi lascerà una casa se sente sempre: Filippo Fiorelli il forte legame lo fece con la sua Sicilia e anche quest’anno correrà sulle strade di casa durante la corsa rosa. Fu un successo nel 2020, fu lì la sua prima partecipazione e il suo primo anno di professione, l’emozione della grande partanza fu stata impreziosita dalla presenza della sua famiglia. È passato praticamente un anno e mezzo da quel grande debutto e il tifoso del Bardiani CSF Faizanè è molto migliorando la salita e combattendo per i grandi. Dopo gli ottimi risultati proprio al Giro di Sicilia è presto per gettarsi nella sua terza corsa rosa tra tante speranze ed obiettivi

Com’è il tuo arrivo al Giro?
«So più volte che sono in carcere parte della corsa rosa e ho realizzato con la squadra abbiamo cercato di stilare un calendario che porterò in via del Giro nel miglior modo possibile. Dopo la Tirreno Adriatico e qualche corsa in Italia mi sono spostato in Belgio dove ho prigionio parte a delle classiche del nord. Il Giro di Sicilia è l’ultimo a cui parteciperò, per il tempo del viaggio e delle vacanze pasquali con la mia famiglia e sono una festa improvvisa in ritiro all’Etna»

Quanto conta il periodo in Belgio?
«Vi dirò che questo è assolutamente fondamentale. Il Belgio è un po’ come l’università del ciclismo se conta tanto e se devo capire anche i miei limiti, ho assolutamente corretto tutte le mie caratteristiche, la mia piazione e metrone tutti alla prova. Il livello di ogni gara è altissimo, è sbagliato Penserò di presentarmi alla strada semplicemente riempiendo, so se c’è una buona forma, non se finisco la gara. Esco soddisfatto da quei giorni di corsa, nella Volta a Limburg ho colto un ottimo septimo posto ed ho portato a Gent-Wevelgem finito e los Scheldeprijs. Devo ammettere che però è stato un periodo difficile, in Belgio c’era sempre brutto tempo, pioveva e non ci si poteva riempire al meglio, mentalmente è stato difficile».

Al Giro di Sicilia c’erano due terzi dopo un ottavo, c’era una dimostrazione di un’ultima gamba…
“Sinceramente sono arrivato in Sicilia a Punta di Piedi, durante il periodo in Belgio ero molto stressato da vivere nella mia mente e non sapevo proprio di conoscere la mia strada. Ho corso la prima tappa più di testa che di gambe, la vicinanza con la mia famiglia mi ha aiutato davvero molto. Quel terzo posto que ho colto sul traguardo di è Bagheria è stato una spinta che mi ha da forza di dare sempre di più, infatti dopo ho raccolto dei risultati di cui sono molto soddisfatto».

Nell’ultimo anno sei migliorato anche molto in salita…
«Non sono un velocista puro ma sono sempre arrangiato perché, non vedo un velocista in squadra, sono buttato io nelle varie volate. In salita tenero, ma non su quelle impegnative: con la squadra abbiamo lavorato molto per potenziare alche questo. L’anno scorso sull’arrivo di Sestola, dove ho chiuso terzo mi sono vermente reso conto sulla strada giusta, è stata una giornata folle in tutti i punti di vista, il tempo era da tregenda e io in situazioni climatiche di questo tipo il mio salto Mi sento molto felice e sono felice perché ho permesso a Giocarmela Meglio di camminare di corsa: alla fine c’era spazio, potevo avvicinarmi al sorpasso e potevo battere tutti gli sprint per l’eventuale salita che era in gruppo con me».

Sta per iniziare il tuo terzo giro, l’emozione è come la prima volta?
«L’emozione è sempre la stessa e penso che non sia la fine della giornata, certo che ma avendone già due sulle spalle se c’è una sicurezza in più. Penso che aver corso a great twist sia fondamentale per tutta la fase di arrivare già come gestirsi, se sa già come gestirsi e come avere la migliore condizione. Poi sulla carta è tutto semplice, ma bisogna tenere conto che durante una gara possono succedere davvero tanti imprevisti».

Già la prima tappa potrebbe essere adattissima alle tue caratteristiche…
«Lo ammetto, la prima tappa l’ho cerchiata, mi piace e potrebbe essere adatta a me. Essendo la prima frazione vorranno stare davanti, molto probabilmente consegneranno i velocisti ma saranno anche un po’ in croce, sarà davvero un vestito del lotto. La stanza non è impegnativa, penso che la differenza sarà fatta dalle squadre, sia dai compagni di squadra degli uomini di classifica che degli sprinter. Sono sicuro che sarò una bella mischiata, ma io tenerò di buttarmi senza paura dentro».

E poi si arriva nella tua Sicilia…
“Non vedo l’ora! La Sicilia con l’arrivo di una corsa se si trasforma, è un post magico in cui tutti sono mossi regala una passione irrefrenabile. Abbiamo visto ieri sera a cavallo della Sicilia, era a tutti giorni in settemana, ma il pubblico non è mai riuscito, in strada si poteva trovare tutti, dal salumiere al carpentiere, una grande comunità che per un attimo se malata per un grande evento. Due anni fa era stata un’emozione gigantesca, correrò a casa dal cugino Giro non è da tutti. Questa volta ritorno cresciuto e con so voglia di fare bien, la quinta tappa è molto interessante, so poco e chilometri finali ma penso che potrei tentare qualcosa. Ammetto che però la tappa che attendo più in assoluto è la Napoli-Napoli con il circuito di Procida, ci ho fatto intorno addirittura due cerchi rossi»

In rosa come saranno le gerarchie?
“La mia compagnia è fortissimi e sono sicuro che ti parlerò del tuo pappagallo, come se mi parlassi del tuo pappagallo. Sicuramente punteremo alle fughe, cercheremo dire la nostra in qualche attacco da lontano e forniremo buttarci negli sprint. Sacha Modolo è senza ombra di dubbio il più veloce, purtroppo ha avuto un inizio di scena davvero difficile, ma se riprende il colpo di pedale giusto potrebbe fare veramente delle grandi cose».

C’è corso e precedente Giri d’Italia sempre accanto a Giovanni Visconti, un’assenza que securamente y sira in gruppo…
«Sono dispiaciuto davvero tantissimo quando Giovanni ha deciso di mollare. Quando alla Tirreno si è fermato io ero con lui, sono tornato fermarmi anche io e discendere dalla bici, sarebbe stato a modo per convenlo a non mollare, ma quel ritiro significava proprio que el momento di smettere è arrivato. Purtroppo ha passato un periodo difficile, il mio grande dispiacere è a livello di squadra che in modo personale, perché io sono un fratello maggiore che è estato di grande inspirazione, è un uomo di esperienza che lame a tutti. Ci sentivo praticamente ogni giorno e non vedo l’ora di ritorarlo, magari en partenza o all’arrivo di una delle tappe del Giro».

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