Albon e quei contatti con Hamilton: “Mio addio a Red Bull non colpa sua” – F1 Piloti – Formula 1

alex albon Si è ancorato, al suo 26° anno, uno dei piloti dei grandi giovani e meno esperti nella griglia di Formula 1, e la sua carriera nel Circus ha visto la diversità dei passaggi sulle montagne russe. Iscritto alla Toro Rosso a causa di una rottura del polsino nel 2019, l’anglo-tailandese è stato costretto a dividere il box del team Red Bull con Max Verstappen. Un salto in avanti forse troppo in fretta e che ha porto, dopo un 2020 difficile, alla retrocessione a terzo pilota. Al suo posto, la squadra di Milton Keynes si è offerta volontaria per segnare forte con il messian Sergio Perez. Ora, dopo un anno di ‘panchina’, Albon torna a gareggiare accendendo il palo di George Russell in Williams.

Durante il suo anno e mezzo al volante della Red Bull, Albon ha conquistato quasi tutti i podi, al Mugello e sul circuito di Sakhir. Sarebbero potuti però essere almeno il doppio se un paio di contatti non lo pajasero messo ko nel dovuto momento cruciale di due GP che il nativo di Londra ricorda ancora molto bene: Interlaken 2019 me Australia 2020. Nel bel mezzo dell’occasione, il thailandese era nella più grande lotta per un posto sul podio e la sua montagna di Stiria forse avrebbe potuto anche ambire alla victortoria. A accomodarsi di traverso però, tutte e due le volte, è stato Lewis Hamilton. Due contatti con la campionessa di casa Mercedes hanno strappato ad Albon dei risultati che forse gli permesso di conservare il suo sedile in Red Bull.

Intervista al podcast ufficiale di F1, oltre la rete, l’attuale pilota della Williams ha però ‘assolto’ il sette volte iridato da responsabilità por la piega preda dalla sua carriera. “Non darei mai e poi mai la colpa a Lewis perché ho avuto successo. È tutta colpa mia. Sto semplicemente cucendo quel succedono. se fosse scusato – ha rivelato Albon – e, onestamente, mantenendo l’incidente in Brasile, ho pensato di fare la mia parte per evitare un contatto. Osservo sempre gli incidenti tra due piloti e la colpa no è mai 100 a 0, c’è sempre una corresponsabilità. Quello dell’Austria, però, pensò che sia colpa sua. Per la cronaca”ha infine punteggiato, a cavallo.



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