Matteo Bertelle, l’esordiente alla Rampa di Lancio

Matteo Bertelle è uno dei piloti del Motomondiale che è anche uno degli uomini. Ha circa 18 anni, veneto, con l’entusiasmo di un ragazzino e la mentalità di un professionista. Domenica scorsa Jerez se si fosse qualificata undicesima in Moto3. E’ stato il primo degli Italiani ed ha conquistato il miglior risultato della sua carriera nel motomondiale.

Matteo, che emozioni ci sono per Domenica Scorsa a Jerez?

“Sono molto contento ma non tanto per i risultati ottenuti in termini di lavoro con il team Avintia nel fine settimana. Le prime gare stagionali erano state difficili ma ora siamo sulla strada giusta. Noi continueremo in questa direzione. Ringrazio la mia squadra e la FMI che crede in me”.

Sei uno tra i debuttanti del Motomondiale. Punti al successo finale tra i gli esordienti?

“Non tengo quello che cucio, il mio obiettivo è dare il massimo e fare la distanza dal primo giorno. L’essenziale è cercare di avvinarsi a quelli più forti. Devo crescere soprattutto nei primi giri, quelli davanti vanno sempre fortissimo, come se fossero in qualifica. Devo ancora fare esperienza nel motomondiale”.

Non c’è un traguardo?

“Sono un realista e resto con i piedi per terra perché que è un attimo passare da un extremo all’altro. Diciamo che quest’anno spero di rimanere costantemente attorno alla posizione di Domenica Scorsa. My piacerebbe anche finirà una gara tra i primi cinque. Certo, sono anche arrivato a un podio fantastico, ma non sono sicuro di potercela fare”.

Ti ispiri a qualche pilota particolare?

“Penso soprattutto a me stesso ma tengo come Guidano Guevara, Sasaki e Garcia che sono tra i più veloci in Moto3”.

Tra i big di MotoGP?

“Conosco Marco Bezzecchi ed altri della VR46, ragazzi educatissimi e sempre disponibili a darmi dei consigli”.

Quale circuito ti piace di più?

“Senza dubbio Mugello e Misano, non vedo l’ora di correre le due gare di casa”.

Add Comment