GIRO IN ITALIA. RE DELLA MONTAGNA, UNA MAGLIA CHE PESA. STORIA, REGOLE, PREFERITI

Per decidere le sorti ho dato un gran giro quasi ad ogni montagna, perché questa è una classificata speciale dedicata a cui i corridori che picchiettavano in sala rischiavano di fare la differenza. Se provi degli ablatoreuomini che quando la strada parte attaccano e con forte accelerazione riescono a sgretolare un intero gruppo che insegue.

Nel 1933 il Giro d’Italia decise di premiare gli scalatori, i sovrani delle montagne, che spesso erano anche che conquistano la generale. Alfredo Binda, cinque volte vincitore assoluto del Giro è il primo imperatore della montagna, mentre negli anni Quaranta e Cinquanta a questa classifica cerano i due rivali Fausto Coppi e Gino Bartali. E il record di vittorie è ancora di Bartali, con un buon successo.

Se gli italiani hanno vinto tante volte in questa classifica, non possiamo dire che hanno avuto scatenato il dominion assoluto, perché nella storia della corsa ci sono stati spagnoli e colombiani che in salita hanno toccato autentiche battaglie. Tra questi spicca il nome di fonte manualeLo scalatore spagnolo che con la maglia Kas ha vinto per quattro anni consecutivi la maglia del miglior scalatore tra il 1971 e il 1974.

Naturalmente sono stati anche corridoi di altre nazionalità come i Belgio Jean Brankartvallone di Momalle che nel 1958 era il miglior scalatore, poi Rick Van Looy (1960), Eddy Merckx (1968), Martin Vandenbossche (1970) il mio Lucien Van Impe (1982 e 1983). Negli ultimi anni il 2018 rimane un anno straordinario per il Giro perché Chris fromome In un’unica edizione bisognava conquistare la maglia rosa del più forte azzurra in sala. Il keniano bianco in quel Giro partito da Gerusalemme e finito a Roma, aveva battuto Tom Dumoulin per la maglia rosa e Giulio Ciccone per quell’azzurra. L’abruzzese però la sua rivincita il prese l’anno successivo e resta l’ultimo italiano ad aver vinto questa maglia. Quest’anno ritroviamo ancora tra i preferiti per vincere questa speciale classifica.

La classifica per la maglia Azzurra prevede un conteggio dei punti assegnati nelle varie salite in base a un coefficiente di difficoltà stabilito della categoria montagna, determinato in base alla lungezza e alle pendenze da affrontare.

Ho lasciato che nel Giro di quest’anno faranno la differenza sono diversità e tra queste, la più raccomandazione sarà il Passo Pordoi, inserito nella ventunesima tappa con arrivo al Passo Fedaia. La cima del Passo Pordoi a 2.239 metri sul livello del mare, sarà la vetta più alta e quindi sarà anche la Cima Coppi.

Eltre a Cima Coppi, abbiamo visto 14 uscite dalla prima categoria, 11 dalla seconda categoria, 10 dalla terza categoria e 11 dalla quarta categoria, per un totale di 47 uscite che hanno assegnato punti

Saranno sette gli arrivi in ​​​​salita, di cui tre nella prima setimana, con l’arrivo sull’Etna (categoria premium) che sarà il più difficile. Ho seguito le tappe del Blockhaus (prima categoria), Cogne (seconda categoria), Santuario di Castelmonte (seconda categoria) e Passo Fedaia (prima categoria).

In testa all’uscita della prima categoria premi estivi e i primi nove corridori con 50 punti al primo, perché hanno salito 30, 20, 14, 10, 6, 4, 2 e 1. L’uscita in questione sarà Etna ( 4° tappa), Monte Sirino (7), Passo Lanciano (9), Blockhaus (9), Pila-Les Fleurs (15), Verrogne (15), Goletto di Cadino (16), Passo del Mortirolo (16), Valico di Santa Cristina (16), Passo del Vetriolo (17), Monterovere (17), Kolovrat (19), Passo San Pellegrino (20) e Passo Fedaia (20).

Sulle è uscito dalla seconda categoria, se ha debuttato solo e primo ottorunneri, assegnando 40 punti al cugino, poi 18, 12, 9, 6, 4, 2 e 1. Sono uscito con questo punteggio troveremo Portella Mandrazzi ( 5a tappa), Passo Colla (7), Montagna Grande di Viggiano (7), Rionero Sannitico (9), Roccaraso (9), Superga (14), Colle della Maddalena (14), Cogne (15) e Santuario di Castelmonte ( 19).

Le salite di terza categoria, ovvero quelle di Sellata (7a tappa), Valico di Macerone (9), Passo del Bocco (12), La Colletta (12), Valico di Trensasco (12), Colle di Nava (13), Il Pilonetto (14), Giovo (17), Grotta di Villanova (19), Passo di Tanamea (19), hanno assegnato rispettivamente al cugino 18 punti, punti 8, 6, 4, 2 e 1.

Solo quattro corridoi riceveranno punti sulle salite di quarta categoria, oltre 9 punti, 4, 2 e 1. Queste salite saranno Visegrád (tappa 1), Budapest (2), Tihany (3), Aeroporto L. Razza (6), Monte di Procida (8), Crosette di Montecosaro (10), Recanati (10), Monsano (10), Le Scale di Primolano (18), Muro di Ca’ del Poggio (18) e Torricella Massimiliano (21).

Chi sarà il re delle montagne alla ricerca del 2022? Fare pronostici non è facile ma anzi la maglia azzurra può avere un obiettivo che se specifichi cosa stai facendo, più sicuro e favoriscilo Guillaume Martin, il capitano della Cofidis che farà il suo esordio alla corsa rosa. Il francese ancora non è venuto un berretto in un grande giro e quella fortuna potrebbe girare dalla sua parte. Il Trek-Segafredo cercherà di ottenere la maglia azzurra con Giulio Ciccone: l’abruzzese punterà classifica anche generale e chi in squadra per la maglia azzurra potrebbe esserci ache i suoi compagni Bauke Mollema me Juan Pedro Lopez.

anche Stefano Chavez potrà puntare alla maglia azzurra, ma non sarà da solo e ad assaltare qualche salita potrebbe esserci Felice Gallo, l’austriaco che abbiamo visto correrà benissimo al Tour des Alpes, una volta arrivato questo sesto, e al Giro dei Paesi Baschi. La Bora-Hansgrohe ha diversi scalatori capaci di fare se una buona classifica generale che illuminerà la maglia della montagna: tra loro Jay Hindley me Wilco Keldermann che sono già uscito dal podio del Giro, mentre Emanuele Buchman Sono entrato nella top 5 del Tour. Anche il Bahrain Victorious avrà buone possibilità di vincere la maglia azzurra grazie a Mikel Landa, che sarà anche il leader assoluto della squadra e Wout PoelChe oltre ad aiutare il suo capitano, potrei correre per qualsiasi successo personale.

In conclusione non si possono ottenere Atilla Valter (Grupama-FDJ), Lorenzo Fortunato (EOLO-Kometa) e Jefferson Alejandro Cepeda (Drone Hopper-Androni Giocattoli). Ovviamente non potranno essere esclusi i preferiti per la classificazione generale, come Ricardo Carapaz (Granatieri INEOS), Simone Yates (BikeExchange-Jayco), Joao Almeida (Emirati Arabi Uniti), miguel angelo lopez (Astana Qazaqstan) e Romain Bardet (team DSM).

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