GP di Monaco, Belgio e Francia sacrificale poiché retaggio di una F1 che non c’è più

F1 – La matematica è una disciplina estremamente complessa che è anche lucidamente semplice. È oggi ci sono 23 gare in calendario (perché il GP di Russia sostituto di certo) e dall’anno prossimo ci saranno 3 GP in Più come da so, con 26 sedi presenti nel pentolone, qualcuna deve rimarere lock. Questo perché, attualmente, La F1 è contrattualmente limitata a un massimo di 24 Gran Premi.

La soluzione sarà a portata di mano: aumenterò la regolamentazione che il sistema servirà un momento difficile da trovare quando opera nel sistema di limite di bilancio con la qualità e la squadra, alle prese con gli sviluppi delle proprie auto o con incidenti che fanno sballare i piani finanziari (Haas), devono fare, appunto, i conti della massaia per far quadrare i bilanci aziendali.

Ma perché abbiamo parlato di 26 gare? Ci sono tre circuiti che premono alle porte: Las Vegas di cui vi abbiamo detto ieri (leggi qui), il Cina e il Qatar che ha firmato un accordo decennale con libertà mediatica. 23+3=26. A cui dobbiamo togliere il GP di Russia che è cancellato con effetto definitivo. 25 protagonisti per 24 post. C’è un Paese che deve cadere dalla torre. che cosa?

Il layout del circuito di Las Vegas sarà operativo dal 2023

Al momento sono tre i teatri a rischio e se provano a regalare nazioni della nostra amata vecchia Europa That if you see attaccata da ogni lato: ad este ea sud dai petroldollari arabi e dalla grande disponibilità di capitali asiatici. A ovest dagli stato che possono offrire sistemi di intrattenimento più dinamici e moderni. C’era un altro continente al nord per organizzare un GP anche se ricevesse la stiletta, saremmo persuasivi.

Francia, Belgio e Monaco sono solo un indicatore dell’interesse a dover mollare. A cui si aggiunge il jolly mesico. Andiamo per grado ed inizia proprio dal tracciato dedicato ai Fratelli Rodriguez. Nell’agosto 2018allora CEO di Liberty Media, insegui Careyvolato dentro mesico per stringere una convenzione con gli organizzatori della manifestazione per l’estensione della sanzione a 2022. Nel frattempo il caratteristico tracciato americano è passato di mano e, ad now, not si ancora trovata un’intesa. Lo so anche io F1 Non cercherò di perdere una storia di tifo e di un garage che sta vivendo un momento iconico grazie al suo pubblico e a tutto lo stadio dove il più anziano è nel terzo set.

Il ruolo di Città del Messico è quindi cruciale per il Vecchio Continente. Dovesse essere rimossi dal calendario (ma ad now persiste la volontà di averlo integralmente in lista), insieme alla cancellazione di sochiio tre fessura liberi occupati Las Vegas, Cina e Losail già contrattualizzati. Viceversa, dovere restare, stante il limite di 24 gare, una tra Monte Carlo, Francia me Belgio dovrebbe salutare perché hanno licenze che scadono nel 2022. Valutiamo caso per caso.

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Gp Messico 2021: Charles Leclerc al volante della Ferrari SF21

Monte Carlo è il GP di più il suo rappresentante F1. Il suo questo non c’è dibattito. Vendo contratto in fase terminale possiede una sorta di opzione per attivarne il rinnovo. Cosa semplice sulla carta ma più complessa perché la formula Uno Ha rimosso i privilegi offerti in passato all’organizzatore che now deve paye, come gli altri circuiti, una quota importante per essere in calendario.

io verticale del Circo hanno tolto il Principato dare piede Inoltre, il ridicolo del format di gara ai tre giorni ne è un segnale: uno schiaffo alla consolidata tradizione di un GP iniziato mercoledì con l’attività media, proseguito fino a giovedì con i primi due turni di libera, osservava one al venerdì, giornata È sempre dedicato al glamour, e viene negli altri due giorni come in un altro luogo.

Ora, da cinque giorni di sfruttamento collaterale del Marco Monaco, se arriva alle tre. E la cosa fa storcere il naso a chi ci mette i soldi per far correre i bolidi della F1. Ancora, negli ultimi anni, pone una questione di natura tecnica. Il monoposto è sempre stato più refrattarie, per imponenza e caratteristiche aerodinamiche, su una pista ad angolo stretto. Bisogna capire se le auto di nuova generazione possono meglio districarsi tra i muretti del Principato.

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Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W12.

Ecco perché importanti modifiche al design del tracciato che lo devono allungare ed allargare, specie nella zona prima del tunnel, sono ad oggi frozen. Lo so formula Uno distintivo Monte Carlo è anche il Principato pesare la stessa F1. Sicuramente perderò un genere sarebbe a cyclopica mazzata alle tradizioni di questo sport che vanno via via diluendosi a colpi di gare noturne, circuiti esotici e location dai contour scintillanti ma dai contenuti tecnici discutibili.

Affrancatura inferiore a 200 chilometri. dà Monaco al Paul Ricardsede di GP di Francia con il suo tracciato psichedelico per dare il significato di configurazioni possibili. il ritorno di F1 nel Paese transalpino sono dati 2018. Dal momento che resta irrisolti dei problemi il cui fissaggio è una priorità per Domenicali: facilità di accesso alla pista, possibilità di raggiungere in rapido tempo aeroporti e agglomerati urbani di una certa grandezza, possibilità di organizzare eventi correlati che in talune circostanze diventano più importanti dell’evento esso.

Tutto ciò che l’area del Parco Naturale Sainte Baume non può offrire per conformazione topografica e sviluppo urbanistico. A ciò si aggiunge una certa ritrosi della Francia ad investire ingenti cifre de danaro per vedere conferma la gara che, aggravante, non è proprio di quelle in over alle preferenze dei tifosi di tutto il globo.

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Gli spalti vuoti del Paul Ricard

Da ciò scaturisce la posizione decisamente lavorativa dell’ GP di Francia che sembra essere il primo indiziato a fare i bagagli. E giungiamo così a Francorchamps Spa, “l’università di F1”. Il tracciato più amato dai piloti e dagli appassionati con quel suo gusto “old school” e dalle pieghe entra nella storia essendo diventate i teatri di duelli indimenticabili. Nelle Ardenne Non so il passare bene. Alcuni dei problemi che affliggono il Paolo Ricardo Sono connesso a Terme.

Illinois Gran Premio del Belgio fa parte del tessuto connettivo della F1 mamma Stefano Domenicali Abbiamo mostrato il cuore della pietra quando dice che non basta avere un pedigree. I circuiti devono stare al passo coi tempi. E alla maniera americana. Devono produrre spettacolo e soldi. Il meccanismo applicato motoveicolo pigeon non c’è spazio più per i sogni e per la storia ma solo per i piano aziendale ben riuscito.

TermeA differenza di Paolo Ricardo, sta dimostrando di rifarsi il look compatibile con lo stato della pista adagiata nei boschi. Una qualifica importante è in corso. Un processo che investe anche l’iconico rossetto d’acqua. Una cosa necessaria dopo gli incidenti del Radillon avvenuti negli ultimi anni, anche quello fatale occorso ad Anthoine Hubert nel 2019. Modifica la tua sicurezza, quindi, che potrebbe non bastare per libertà mediatica che chiede a gran voce migliori infrastrutture intorno alla pista per evitare gli ingorghi “a croce uncinata” (la mia sia concede la citazione di Luciano De Crescenzo) che da sempre caratterizza le fasi di afflusso e riflusso alla pista belga.

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La mitica Eau Rouge-Raidillon

Ciò che ha giocato a sfavore del circuito situato ai confini col Lussenburg È che il governo non mette le sue finanze in cima all’agenda politica. Anchor, sponsor comunale all’orizzonte non se ne vede e non ci sono molte possibilità di creare poli d’attrazione nel bel mezzo degli incantati boschi delle Ardenne. Gli organizzatori strizzano l’occhio ad altre serie come il NOI C o le due ruote e pensare di sopravvivere anche senza lo spettacolo della F1. Elementi che fanno tremare i agli appassionati che, di contro, rappresentano la cassaforte di Francorchamps Spa.

La più grande risorse che Spa può trascorrere dinnanzi alle teste d’uovo americane è sua fan base. un F1 che sta perdendo il suo sogno radici deve ad un certo punto fissare almeno qualche paletto storico-culturale. e il GP del Belgio potrebbe essere uno di questi. Terme sì appiglia alla tradizione e bisogna capire libertà mediatica quanto possa e voglia concederà il suo questo aspetto. La sensazione che una via compromisoria possa trovarsi c’è. Gli sforzi di adeguamento recentemente dovrebbero essere ricompensati. Anche perché fatti davanti di rassicurazioni verbali. Vedremo se la parola conta ancora qualcosa.

Al momento, dunque, il palcoscenico è piuttosto liquido. La certezza è che i parametri imposti dalla Legge proprietaria per contestare a gara sono sempre più stringenti e sempre più incompatibili con i circuiti di vecchia generazione che, per ovvie ragioni, faticano ad adeguarsi soprattutto nelle infrastrutture esterne. libertà mediatica vivere automobilismo mangia un evento nell’evento. Alcune piste non possono offrire altro che il pappagallo theatre his cui piloti e auto si sfidano. A noi andrebbe bene così. Ma chi gestisce lo spettacolo la pensa diversamente…


F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto:F1, Scuderia Ferrari, Mercedes-AMG F1

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