ritorna il torneo più pazzo del mondo

Tommy Robredo, che ha appena annunciato il suo ingresso nel tennis, è stato l’ultimo a vincere il torneo, nel 2013. Poi, Il ‘Beach Tennis’ di Luanco, nel cuore delle Asturie, è così tanto nelle cassette per un po’insieme alle sue storie meravigliose ea un tradizione che tuttavia – malgrado il tempo che passa e la ricerca spasmodica della modernità – no si è mai persa del tutto. Per resuscitare un evento che era fuori dalla Spagna e non molto popolare, ma in terra iberica era un classico della tenuta, come pensava Pablo Carreño Busta. Questa è l’idea di riprendere quella tradizione che porta otto giocatori sul campo da tennis più bizzarro della storia di questo sport: una terra di sabbia sulla spiaggia de La Ribera, da approntare in fretta, di notte, quando la marea si alza.

Follia? Può darsi, il mio fascino è innegabile. Un fascino a cui tanti giocatori, iberici e non, in passato non si sono sottratti. Fare un piccolo elenco serve a rendersi conto che Luanco ha attirato fior di campioni, anche se magari sono giunti nelle Asturie sul finire della carriera: parliamo di personaggi come Santana, Bruguera, Pioline, Cañas, Almagro, Corretja, Ferrer. O ancora dell’ex numero 1 ATP Juan Carlos Ferrero, o di Alberto Berasategui, Carlos e Albert Costa, Younes El Aynaoui, Gaston Gaudio, Jaime Fillol, Feliciano Lopez, Felix Mantilla, Juan Monaco, Carlos Moya, Jiri Novak, Manuel Orantes, Andrei Pavel, Emilio Sanchez e Fernando Verdasco. Non gli ultimi arrivati, anzi: si tratta di giocatori che hanno vinto Slam, Atp, Davis. Take a partita sulla spiaggia, non coi racchettoni da mare ma con racchette e palline vere, se la sono fatta volentieri.

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