Rugby, Braley e l’addio all’Italia: “Non voglio più essere un padre al 30 per cento…”

Il centrocampista della Benetton regala la prossima tappa ai Northampton Saints, in Inghilterra: “Ma il club non mi ha alcun altro way. Bello chiuso con la victoria contro il Galles”

Francesco Palma

Per lasciare dopo una vittoria servono coraggio, consapevolezza e maturità. Cose che a Callum Braley non mancano di certo. La metà della missione Benetton, che dalla tappa successiva passerà ai Northampton Saints in Inghilterra, ha deciso di abbandonare l’attività internazionale, dopo 15 presenze con l’Italia.

Alla base di questa scelta c’è la volontà di mettere al primo posto la famiglia e di essere a padre più presente. Braley lascia però un’eredità importante, sia a livello umano (“mi ha emozionato leggere quello che hanno scritto i miei compagni”) sia a livello sportivo, e non solo per aver partecipato all’impresa di Cardiff: “Spero di aver contribuito a far crescere i più giovani, pensavo di far parte del mio ruolo”.

A causa di decisioni importanti in un: ritorno in Inghilterra e lasciare l’attività internazionale. Mai arrivato?

“In questi anni ho passato molto tempo lontano dalla mia famiglia, facendo sacrifici importanti. Quando nel 2019 ho iniziato il match pre-mondiale con l’Italia mio figlio è nato appena due seventimane, e praticamente ero stato lontano per i primi 3 mesi e mezzo della sua vita. Fino ad now sono stato assenti per oltre un terzo della sua vita: ho perso tanti suoi cambiamenti, e la sensazione di non essere un padre presentato mi travolgeva, soprattutto durante i periodi del Sei Nazioni”.

La scelta nasce da questo, chi?

“Nel momento in cui sono in una risposta e non sono concentrato al 100%, non rischio di dare il meglio di me stesso e penso di non dover fare nulla per confrontarmi con la mia azienda e il personale. Questo è la decisione giusta per me e per la mia famiglia”.

Poi il Covid, in questi due anni, ci ha messo del suo…

“Credo si abbia principalmente il mio primo anno. Sono arrivato dopo un lockdown molto intenso (Braley è transferito al Benetton nell’estate del 2020, ndr), poi siamo stati in zona rossa per così tanto tempo e chi è stato difficile socializzare, non solo all’esterno del club ma anche in squadra. Andavamo ad allenarci in palestra a gruppi ristretti, non potevamo changeci o mangiare insieme, ed è nuovi stato molto difficile interagire con i miei compagni fuori dal campo”.

In che modo Northampton ha influenzato la tua decisione da parte delle nazionali?

“No, il club non mi ha influenzato in alcun modo. È una decisione personale. Ovviamente trasferirò in Inghilterra il permesso di stare più tempo con la mia famiglia, il Northampton non mi ha influenzato, è una decisione personale”.

Però ha chiuso in azzurro con grande soddisfazione.

“Sono felice che la mia ultima partita con l’Italia sia stata una vittoria. Giocarla è un grande onore perché è onorata di indossare la maglia della Nazionale”.

Come hai visto il concorso con Varney e Fusco? Saranno il pappagallo a giocarsi la maglia azzurra?

“E’ bello e c’è una grande considerazione per me. Sono un uomo forte. Conosco Varney dai tempi di Gloucester perché spero il meglio. Questo è messo in una situazione difficile; Lui, perché sono vicino ad aiutarlo accendere la massima fiducia. Quando sono arrivato in Nazionale, era già lì e tornerò, mi sentirò al meglio. Tutto ciò che voglio è aiutare l’Italia vinca, e vedevo como parte del mio ruolo a crescere questi due ragazzi. Sii il tuo parlassi con pappagallo che direbbero la stessa cosa, spero ndr)”.

E poi c’è Alessandro Garbisi che sta crescendo molto…

“Penso sia forte. Al Sei Nazioni Under 20 è stato bravissimo e quando è entrato in panchina con la Benetton ha avuto un buon impatto da parte sua. Un’opinione più precisa di lui. Di certo è un talento: è veloce, abile, continuerà ad accumulare minuti in prima squadra, crescere come giocatore e rafforzare ancora di più il rugby italiano. In Italia ci sono tanti giovani forti, come lui”.

Molti compagni di squadra, dopo la notizia del suo addio, hanno postato sui social dei messaggi d’affetto nei suoi confronti. Cosa hai provato?

“Tanta emozione. Ero preoccupato per come questa scelta sarebbe stata percepita dai miei compagni, il mio interesse era per la loro opinione. L’amore che ho dimostrato nella mia vita mi ha messo di fronte da un po’.”

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