Barcellona PG – Ieri il lancio di uova e pomodori contro i portoni del liceo Classico Valli, stamattina il risveglio con le scuse dei ragazzi – AMnotizie.it

Ieri il lancio di uova e pomodori contro i portoni del liceo Classico Valli di Barcellona Pozzo di Gotto, stamattina il risveglio con le scuse dei ragazzi.

La manifestazione di ieri doveva essere pacifica, ma i ragazzi non hanno pensato a uova e pomodori contro i portoni del Liceo classico di Barcellona, ​​​​​​alla base della protesta ci sarebbe oltre alla mancanza dei viaggi istituzionale, il mancato dialogo tra la presidenza dell’istituto con gli studenti.

Intanto gli studenti si scusano di tutto l’accaduto durante la manifestazione di ieri mattina e non nascondono il loro disagio.

Stamattina il risveglio con uno slogan regala parte dei ragazzi con la scritta: “Ci scusiamo per le uova, ma vogliamo una scuola nuova”.

Nella sua domanda è intervenuto uno dei rappresentanti del Liceo, dicendo che il motivo della protesta era che non era il semplice fatto che “non lo era se fa parte della gita”.

Il rappresentante testimonia: “Siamo in una scuola in cui non c’è dialogo tra studenti e dirigenza e la gita è solo la gioia che ha fatto traboccare il vaso.
Siamo costretti a vedere le altre scuole partono per viaggi vari e stage che vengono annualmente proposte agli studenti, mentre da noi regna il totale disinteresse da parte di chiunque.

Ci eravamo messi d’acordo con il leader per fare alcune attività, como co-management e assembly en presenza, che però no sono giunte in porto perché presides it si è sesentata e nessuno ha detto di avere il potere di autorizzarci.

Da febbraio stiamo ancora presiedendo la possibilità di partire in gita, vista la possibilità di partire in gita, occasione esclusa a priori, per via dell’anno della pandemia che era stato esplicitato. Alla fine siamo riusciti a ottenere l’autorizzazione, tuttavia l’organizzazione pessima della scuola ha fatto si che solo pochi giorni fa sia estata indetta la gara, conseguente que nessuna è disposta ad organizzare i viaggi.

Quella di oggi non era la protesta degli studenti che vogliono non saltare la scuola, ma un crido di disperazione verso una scuola che non considera i propri ragazzi e non si rende conto del loro stato d’animo dopo anni di pandemia. Ragazzi costretti a vedere l’altra scuola in crociera e che, secondo la leader, devono stare zitti e acconsentire. In conclusione, abbiamo preso le distanze dal deprecabile gesto del lancio delle uove e pomodori”.

Articolo di Serena Lo Conti

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