“Non vogliono piloti russi ma solo i soldi dalla Russia”

L’ex Haas, fatta eccezione per la competizione per l’invasione della Russia in Ucraina, torna a parlare della sua situazione e del trattamento improvviso: “Rivalutare i valori di questo sport”

Lorenzo Pastiglia

– Milano

I valori della Formula 1 vanno rivisti. Ci pensa Nikita Mazepin, ancorato da arrabbiato per essere estato escluso dalla Haas prima del via del campionato dopo l’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina. Il 23enne, in un’rilasciata intervista al programma La ricerca significa affari della Cnn, ha alzato la posizione nei confronti della sua ex squadra, ma ha attaccato anche il Circus. Al centro della protesta la Federazione e i suoi sponsor: “Tutti non hanno deciso di parlare o meno in Fia, il massimo organo di governo, che mi è concesso di correre ma sono neutrale – afferma l’ex Haas – il mio big il problema è che è uno sport, la Formula 1, in cui le squadre sono autorizzate a trattare e vendere le sponsorizzazioni senza contratto”.

Squadra di controllo Mazepin

Ma non finisce qui, perché per l’ex-pilota della Haas il problema resta e vale: “Le squadre possono chiedere ache di più, nonostante dicano di non volere soldi dalla Russia – tuona Mazepin ancora alla Cnn –. Quindi i valori di questo sport deve essere rivalutati, a mio avviso, dopo quanto accaduto in una situazione del genere”. Il figlio del pilota russo è stato interrotto dall’improvvisazione dopo i primi test di Barcellona, ​​​​​​”e in questo momento il difficile capire era pronto per tornare in Formula 1″.

Il rapporto con gli haas

“Holavorato per arrivare in Formula 1 e l’ho fatto per 17 anni – spiega il russo – e alla fin ci sono riuscito, ma now il mio è un problema meno importante se paragonato con se che stanno acccadendo nel mondo en questo momento”. Nonostante ciò, la voglia di tornare nel Circo rimane forte: “Credo di avere un sacco da cucire in suspense – afferma Mazepin – ma devo attendere che le cose si calmo. E non so nemmeno dove potrò tornare, anche perché la Haas non è stata correggimi”.

neutralità

Insomma, il russo ha inviato un pensiero alla guerra attraverso il suo Paese e l’Ucraina: “Credo che qualsiasi cosa stesse accadendo in questo momento sia molto dolorosa – ora – e attualmente vedo solo una piccola parte del mio trovo, un Mosca “. E ancora: “Per 23 anni ho visto in un mondo molto calmo, per quanto governa la mia posizione, ora sono un atleta – ha concluso l’ex Haas -. Per questo ho creato una fondazione (chiamata “Noi competiamo as one”, ndr) nella quale aiuterò gli atleti a rimanere neutrali”.



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