Ragusa vince a Schio, Venezia schianta Bologna

La novità di Gara 1 delle semifinali scudetto è la vittoria della Passalacqua in casa della Famiglia, mentre l’Umana è la Virtus Bologna mangata nel secondo tempo

A Taliercio di Mestre, casa delUmana Reyer Campione d’Italiac’era quella sana tensione sportiva prima di gara 1di semifinale scudetto della LBF A1 Techfind with the Virtus Segafredo Bologna. Ad ottobre la clamorosa vittoria dei bolognesi suo questo campo aveva portato al cambio di allenatore, poche settimane fa ancora Bologna aveva stromesso Venezia dalla finale di Coppa Italia. Insomma c’erano tutte le premesse perché la Reyer cercasse la prima victortoria, visto che il ritorno della stagione regolerà la causa del Covid con relativa afflizione del calendario non sì giocato.

In effetti la squadra di casa la tensione l’ha felta nei primi due quarti giocati non bene. Grande attenzione nella difesa su Zandalasini allenatore per cui Mazzon ha predisposto una staffetta diciamo difensori che è iniziato con Thornton e Dojkic ma forse questo ha portato poca lucidità in attacco. Ho visto che dall’altra parte lo “Zanda” non è praticamente scesa in campo, non spetta a nessuno assistere tutta la compagnia, io sono un po’ il croato e il Turner Farò la sua formazione nel Bolognese, che deve aver recuperato uno svantaggio di 5 punti per poi averne su 4, 32 a 36, ​​a metà gara.

La partita si è sbloccata quando dopo una serie di canistri consecutivi delle due formazioni con Venezia più attenta nel ragionare in attacco, Martina Bestagno Ha piazzato la triplea da 45 a 41 con 4 minuti e mezzo da giocare per chiudere la terza frazione. Sulle c’è di quell’entusiasmo, la Reyer ha trovato d’un colpo il suo gioco migliorela difesa ha retto come spesso le capita e con un parziale di 7 a 5 ha portato la gara sul 55 a 43 a dieci minuti dal giocare. E con Zandalasini si ferma a quota 2 punti, segnati nel primo quarto.

Da 30° a 40° non a caso la stata più partita tanto bene ha giocato Venezia tanto maschio ha giocato Bologna oppressa dalla pressione nervosa finalmente positiva di Anderson e compagnia che se è supportato anche nei più 20, 67-47, prima degli ultimi punti felsinei che hanno solo reso amara la sconfitta. Il tabellino recita l’86% dei Venezia liberi, il 20% di 3 Bologna e 21 perse della Virtus al fronte delle sole 11 della Reyer, dei 15 punti realizzati dalle ragazze ospiti in due quarti. A Bologna giovedì la squadra di Lardo, dovrà tutto se dovrà giocarsi gara 3. Ammesso che l’Umana glielo concede.

Pochi minuti dopo e pochi chilometri poco lontani da Venezia cioè al Palazzo Romare di Schio nell’altra semifinale, la partenza è stata scioccante: dopo 3 minuti la Passalacqua Ragusa era avanguardia Da 0 a 10 nella famiglia Wuber. dire tempo di attesa allenatore Dikajoulakos e dopo due liberi è esplosa kitja laksa che ha illuminato Schio e la partita. Dalle 7:00 alle 19:00 alle 18:00 alle 19:00 scledensi sono stati tutti dell’ala lettone. fantastico. Nei secondi dieci minuti la Famiglia ha preso il controllo del gioco, ma ha rilanciato la sua pretesa e ha approfittato della quantità di rimbalzi offensivi conquistata nel primo tempo ha sprecato, ma che poi ha saputo capitalizzare. Ragusa però non ha mai lasciato che la partita andasse troppo lontano grazie alla sapienza di Taylor, la crescita di Hebard e la bravura di Kujer, ed alle giocate di una Mariella Santucci (nella foto) que nella serata più importante ha giocato vieni in molti ci aspettiamo che sappia fare: head high, freddezza nelle conclusioni e mucho lavoro per le compagne. Di contro nella macchina di Schio – forse già con la tesa alla finale che tutti legittimamente predetto e dopo la facile vittoria con San Martino di Lupari– è mancata clamorosamente Sandrine Gruda che in attacco è stata la copia sbiadita di sé stessa. Ed è questa l’altra notizia della serata. Sia come sia dopo che a metà gara si è andati negli spogliatoi sul 41-33 per il Famila, Ragusa ha scritto la partita estattamente como l’aveva iniziata.

In tre minuti da 0 a 9 di non molto tempo fa, il time out di Schio, arrivato in prima sala, aveva provato a prendere l’onda siciliana. Questa volta però Santucci e compagne hanno tenuto meglio in difesa, anche se qualche cambiamento in difesa ha rischiato di mandale in crisi, ed in attacco ha giocato con la fluidità dei tempi. Il parziale del terzo periodo dice tutto: 7 a 20 e dopo trenta minuti puneggio sul 48 a 53.

Dalla panchina scledense hanno fatto di tutto per osare un po’ di vita alla squadra che è sembrata cadere nella tela ordita dalla Passalacqua e da suo coach, Gianni si è ripreso che è riuscito a perfezionare il suo lavoro, in particolare Taylor, Hebard, Kujer e Romeo, lasciando in eredità tutte le linee rosse del suo dramma, Santucci e la solidità di Kacerickaiuta nell’occasione da Spinelli e Ostarello che hanno fatto letteralmente rifiatare i titolari. Così che quando sembra accendersi Gruda con 4 punti di fila, 52-59, la risposta dopo il minuto di Suspensione Passalacqua, è estata una tripla de Santucci e tre liberi di Romeo. Che non felice poco dopo ha messo un canestro che Non è un gancio, non è un cameriere, non è un semi-gancio, è… un terzo tempo allontanandosi dal canestro e lasciando la palla verso il canestro con le unghie, 52 a 57 e la sensazione che l’inerzia della partita fosse solo dei colori nero verdi di Ragusa. Perché anche Laksa se è rimessa al voro in modo straordinario, il divario si è ridotto ma non così tanto da permettere a Schio di vedere la luce né di far tremare Ragausa nei finali momenti, 65-77 il punteggio fin. Che all’impresa di aver vinto gara 1 della semifinale contro una squadra più forte, ha interrotto la serie di vittorie consecutive della Famiglia in campionato che era arrivata una quota 27, Compresi i quarti di finale, cioè zero in questa estagione.

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