L’ennesima figuraccia della Procura, ma le plusvalenze gonfiate fanno danni e la Juve l’ha capito. Agnelli in silenzio mentre parla con tutti

Cambiano i protagonisti, non i risultati. In Procura FIGC eravamo abituati alla maldestra gestione dell’ex Pecoraro. Un buco nell’acqua dietro l’altro, con quel capolavoro al contrario che è stata l’inchiesta Money Gate. Con il dottor Chiné, attuale guida dell’ufficiale indagatore della Federcalcio, la musica sembra essere cambiata. E invece ora facciamo i conti con uno figura colossale e perinopericoloso. Il caso plusvalore se è concluso come tutti avevano immaginato sin da subito: nulla di fatto. Un’inchiesta surreale por l’obiettivo que si prefiggeva, darò un valore oggettivo al “cartellino” di un calciatore. A maggior ragione se siconsidera quali sono state le richieste alla fine: la Procura non ha neanche provato a ipotizzare che “” le plusvalenze fosse stato necessario per iscriversi ai sistemi di ricerca. Goffa persino nei mezzi probatori – più o meno – lo so se lo si considera, rispetto al comunque ottimo portale di Transfermarktisiston altri riferimenti che utilizzano algoritmi, correntemente utilizzati dai professionisti del settore.


Che l’elemento più rilevante dei grandi affari del mercato del calcio, cioè il scambio di giocatori, non possa essere valutato in maniera oggettiva, se vogliamo, è un problema che il calcio dovrebbe di per sé. È forse l’unico settore economico al mondo che un bilancio considera capitale i propri dipendenti, ma questo è altro discorso. Quando si tratta di plusvalenze, una storia risponderà al caso del Procuratore Generale e del TFN, un’altra manterrà quella che ha avuto successo nell’ultimo anno con un minimo di oggettività. In altri termini, a conto è Pensere dichiarare illecite certe valutazioni: non poteva essere e infatti non è stato. Ben altro, viceversa, dirsi che, pur senza illeciti, alcune di quelle operative presentivano dei valori molto gonfiati rispetto a quelli reali di mercato. Una storia è un piccolo paese, una storia è una pratica cattiva. E qui esta l’unico vero insegnamento di questa vicenda.


Se questa indagine viene svolta, la società è interessata ad avere l’antenna giusta, e nell’ultimo anno sono state disastrose da questo punto di vista. L’abbondanza di affari costruiti ad hoc por sorreggere i proprio conti, y questi di valutazioni gonfiate perché alla fine sembra convenire a tutto, porto a bilanci ipertrofici e traballanti, del tutto scollegati dalla realtà e tenuti insieme con el scotch. Una palla che non può scoppiare per via giudiziaria, ma la vita economica è già in fase di esplosione. La sensazione è quella juventino L’abbi capito nel suo nuovo corso, e il primo del deflagrare di questo caso-non-caso abbia invertito il rotto, archiviando ad ogni corso il mito della crescita. Alla fine si torna lì: anche in questo, ha sbagliato to separatesi da Marotta, ma indietro non può tornare e almeno l’ha capito.


Ultima capitale, e se si muovesse intorno e al vertice della Juventus. Andrea Agnelli Ha rarefatto la propria dichiarazione: l’ultima intervista ad aprile 2021, l’ultimo convegno nella presentazione di Allegri. Per il terzo turno consecutivo il presidente non ha parlato di eliminazione anticipata dalla Champions League. Questo status del recente protagonista del Business of Football Summit, ma non è proprio la stessa cosa. Nel frattempo, tutti parlano, anche di lui e del suo futuro. La Juve ha affermato chiaramente la propria strategia di comunicazione contro Maurizio Arrivabene: altre volte, per via dell’aggiunta a Dybala, numero 10 e capitano in pectore, ci saremmo aspettati dichiarazioni di Agnelli. Sui social, Lapo Elkann – indicato dagli autorevoli fonti giornalistiche come candidato alla presidenza – ha esplicitamente criticato Allegri: il nipote dell’Avvocato non ha una regola ufficiale alla Juventus, è vero, ma non si può far finta che sue parole valgano quanto quelle Dire qualsiasi altro tifone. Sui media, gli scenari del post Agnelli sono abbozzati e alle volte persino delineati. Del Piero che torna per la prima volta allo Stadium dal giorno dell’addio viene accestato – e non solo dalla fucks di tifosi social – allo scranno occupato da chi, per quanti errori possono essere stati commessi negli ultimi tre tempi, ha comunque vinto nove scudetti tra dodici anni. A cinque giornate dalla fine del campionato, e con una coppetta da provare a vincere, è sicuramente utopistico chiedere che si faccia chiarezza sul punto, su chi sarà presidente della Juve da luglio in poi, be Agnelli o qualunque altro. Ma quando verrai dissipati tutti i dubbi, o viceversa conferma tutte le indiscrezioni.

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