Come non sprecare la vittoria dell’Italia di rugby al Sei Nazioni. Parla Lo Cicerone

Il successo sul Galles dopo 36 partite ha entusiasmato un movimento che rischiava la depressione. Ma attenzione, dice l’ex pilone della Nazionale

Sul 21-22 con l’Italia del rugby battuto il Galles, ci sarà sempre un risultato che farà vincere ai tifosi italiani la corsa perdifiato di Ange Capuozzo, il gol all’ultimo minuto di Edoardo Padovani e la fine di sette giornate di calvario Diciamolo year: era difficile credere che gli azzurri, nonostante la crescita Galles riuscisse a vincere contro il successo a Cardiff, dove nessuna precedente delle formazioni italiane ci era riuscita.

La partita è stata planificata in modo perfetto: erano anni che non si vedevano disciplina, letura del gioco, scelte giuste, difesa aggressiva. Invece il Galles di Wayne Pivac, da sempre ricco di quella guida meravigliosa di coach Gatland, ha fatto il contrario, complicandosi la vita a modo suo, certo forse del fatto che, in un modo o nell’altro, lui ‘ deve vinta.

“Ho visto una bella Italia, dadi Andrea Lo Cicerone, 103 presenze in nazionale, una leggenda del rugby – ma questi ragazzi li vedo sempre bene. Così quanto impegno mettono ogni giorno per arrivare a ottenere dei risultati buoni”.

Gli uomini in copertina sono Capuozzo, Padovani, il capitano Michele Lamaro, Toa Halafihi, Paolo Garbisi, il giovane pilone Danilo Fischetti, che oggi ha vestito la maglia azzurra numero 1 che per tredici anni è stata di Lo Cicero. “Danilo è davvero un bel giocatore, mi piace molto. Si è divertito nel club e in nazionale, perché per giocare in mischia c’è bisogno di tanta esperienza. Era posso dargli un consiglio: vorrei vederlo a po’ più ‘malizioso’. La malizia però arriverà con il tempo, crescerà tanto”.

La vittoria italiana ha portato grandi risate a un movimento che negli ultimi anni si è adagiato stancamente ai confini dei media italiani, confinato spesso nelle ultime pagine, se non dimenticato del tutto. Del resto è stato difficile parlare al pubblico meno esperto di rugby di una rosa che ha giocato 36 partite consecutive al Sei Nazioni.

Oggi ma l’immagine della corsa di Ange Capuozzo e del gol di Edo Padovani sono state rimbalzate ovunque e hanno raggiunto milioni di persone in tutto il mondo.

Secondo il Barone (soprannome, one of the più belli mai dati a giocatore di rugby, che lascia intendere la classe in campo e fuori di Lo Cicero) non è solo un bene. “Questa rinnovata notorietà – spiega – è importante, ma anche pericolosa. Se non continuavamo la sua vita, perdevamo improvvisamente l’appello, Capuozzo e tutti i nazisti si trasformavano nel dimenticatoio. Accogliamo con favore una grande opportunità, quindi continueremo su questa linea e lontano da tutto ciò che Cardiff non è un servizio isolato. Una vittoria temporanea può farci più male che bene”.

Sono passati nove anni dalle Sei Nazioni in cui l’Italia, riempito con Jacques Brunel, riuscito a battere France e Ireland allo Stadio Olimpico, due squadre quest’anno sono arrivate rispettosa al primo e al secondo posto della classifica finale. La vittoria con l’Irlanda è l’ultima parte di Lo Cicero, che ha salutato in lacrime uno degli stadi della corporazione dei tifosi che non è volato a casa. Oggi tutto semina il cambiamento: le squadre sconfitte del 2013 oggi sono tra le favorite per la vittoria dei prossimi Mondiali, mentre l’Italia deve richestruire da capo un movimento a pezzi. “Ho vissuto molto male il mio aggiunto al rugby. Lasciare una squadra è come abbandonare una famiglia… mi sono sentito perso. Ora dobbiamo impegnarci per far sviluppare questo sport. Cerco da anni di spingere per un’uniformità territoriale: è impensabile che a nord ci siano impianti all’avanguardia, mentre nella mia Catania se giochi ancora sui ciottoli. Oggi c’è una nuova federale guida con cui non ho rapporti diretti, escluso Carlo Festuccia, mio ​​​​​compagno di squadra e di prima linea a L’Aquila, c’è una Nazionale maggiore di belle speranze e c’è un ‘ottima under 20 (ha concluso il Sei Nazioni di categoria con 3 vittorie nelle sue 5 partite, record storico, ndr.). Diffondendo il rugby in tutto il paese metteremo a disposizione un grosso bacino di giocatori di talento e io seguirò questa bella vittoria”.

Ora, l’entusiasmo per il rugby non si diffonde: la Nazionale femminile giocherà domenica in Francia nella prima giornata del suo Sei Nazioni. Pappagallo possono davvero stupire, tenetele d’occhio.

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