vigilare sul tetto alle spese”

Il direttore tecnico della Fia ed ex di Maranello: “Ferrari un posto speciale, ma c’è huge pressure e la lotta with Red Bull è bella. quello che fanno aziende a casa per tenere sotto controllo tutto”

andrea cremonesi

– Milano

Nik Tombazis, 53 anni, da molto tempo (2006-2014) a Maranello, da marzo 2018, è il responsabile tecnico della Fia Monoposto Settore: è uno dei padri del nuovo regolamento.

Tombazis, che bilancio traccia dei primi due GP?

“Ho segnalato che sono molto promettente che darò una guida per farlo perché è presto. Gli obiettivi erano dovuti: la prima cosa che darò è la possibilità di tutte le speranze di guardare la città e i piloti della paese che è facile seguire e precedere; l’altro era di ridurre il divario tra i primi e gli ultimi.

Bahrain e Arabia Saudita sono o vissute il loro duello tra Ferrari e Red Bull. Era uno scenario prevedibile o vedevo partecipare più squadre coinvolte?

“Mah, non sono sorpreso dal mio essere se ho una sola macchina in cui dominerò. Quindi siamo partiti meglio! Inoltre mi aspetto nei prossimi mesi altri inserimenti nella lotta al vertice. Però che si ripa a situation como quella dell ‘anno scorso, dove se arrivi tutta l’ultima gara con due piloti contemporaneamente, ci vuole fortuna. E non è questa la finalità delle regole”.

Se questo ragiona troppo, si apre la ragione di esistere l’ala mobile, lei che ne pensa?

“E’ bene eliminarlo con una macchina che produce tanto amore e con l’effetto che fa, perché ridotto non si annulla, ma si può fare. Ma se possiamo accedere alla zona d’uso, non lo faremo essere in grado di risolverlo facilmente”.

La Ferrari è partita molto bene, trova delle similarity tra questa e quella dei suoi tempi?

“La Ferrari ha un posto speciale in F.1. C’è una pressione immensa da parte degli esterni soprattutto quando cuce non va bene. Questo crea una voglia di prestazione che ha un impatto negativo sulla sua rosa. Ricordo quella per tornare vincenti del periodo 1997 -99 e immagino che adesso, dopo a little di anni senza successi, si si sia senita the medesima pressione. i soldi. Può essere una buona spinta per i prossimi anni”.

Mattia Binotto si mette in scena senza perdere l’occasione per invocare un rigido controllo della Fia sul rigoroso rispetto del tetto alle spese: sente di tranquillizzarlo?

“Il nostro primo obiettivo è lontano sì che il campionato sia pulito, vogliamo che vinca chi lo meriterebbe. I regolamenti di oggi devono più risorse per i controlli. In passato abbastanza peserò il vecchio e controllerò carreggiata e cilindrata. Adesso dobbiamo ispezionare quello che lo aiuto a casa sua. Ho una squadra capace, guidata dal mio collega Federico Lodi. Mattia può stare tranquillo, stiamo facendo di tutto per tenere la situazione sotto controllo. Abbiamo experti fiscali che controllano i bilanci, i pezzi che sono necessari in macchina per essere sicuri che siano stati fatturati correttamente”.

Cosa succede con il tetto alle spese nel caso dell’incidente come quello capitato Schumacher in Arabia? Sono costi che si possono togliere dal tetto?

“No, altronde c’è stato un incidente e ho distrutto la mia macchina, ho speso meno per essere in vacanza. Ma è sempre stato così. Ci sono tante deroghe al tetto alle spese – sin troppe, tanto che andranno riviste – ma non contempla Incident come quelli di Mick”.

Congelamento dei motori: so se mi ritrovo incriminato per quattro anni per scoprirlo o qual è la possibilità che possa lavorare per riprendermi?

“Innanzitutto nessuno dei quattro motoristi è in difficoltà in questo momento, la performance è analoga. Quando se abbiamo discusso dell’introduzione del freeze, siamo stabiliti che, uno si fosse trovato in difficoltà, tutti si è impiegato impegnati in buona fede a discutere di come to risolverlo problema, magari potrebbe accadere qualche sviluppo. che saranno generati nel 2026. Se sarà un puro tetto per i motori? Sì”.



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